Com’è o Mecenate che nessuno vive contento della sorte che la ragione gli ha dato o il caso gli ha gettato davanti, e tutti invece non fanno che esaltare chi persegue una vita diversa? “Fortunati i mercanti!” dice il soldato appesantito dagli anni, le membra ormai rotte dalla lunga fatica! E il mercante da parte sua: “Meglio il soldato. che cos’è in fin dei conti? ci si scontra: nel volger di un’ora viene rapida la morte o la vittoria gioiosa!”.. se un dio dicesse:” ecco, io ora farò ciò che volete: sarai mercante, tu che eri soldato. voi da questa parte, e voi andate da quest’altra, a ruoli scambiati. Ehi, che fate li impalati?”, non vorrebbero. Eppure è dato loro di essere felici… colui che con il duro aratro rivolta la terra pesante, il soldato e i marinai che per il mare tutto corrono audaci, dicono costoro di sopportare i disagi con questa sola intenzione, di potersi ritirare, da vecchi, in un riposo sicuro, quando avranno messo assieme di che vivere…
eppure, buona parte degli uomini, sviata da un desiderio ingannevole, “Niente è mai abbastanza”, dice “perchè quanto hai, tanto vali”. Che gli vuoi fare a un uomo così? lascialo alla sua miserabile vita…
e ti meravigli, quando metti il denaro avanti a ogni cosa, se nessuno ti porta quell’amore che tu non fai niente per meritare?.. accade di rado perciò che possiamo trovare uno che dica di esser vissuto felice e che, terminato il suo tempo, se ne contenti e abbandoni la vita come convitato sazio.
satira prima, libro primo
ORAZIO
invito tutti a riflettere su queste poche righe.. è sorprendente come un autore del primo secolo a.C possa essere ancora così attuale! forse è questo il male oscuro dell’uomo: il lamentarsi sempre e comunque riguardo la propria condizione, e non accettare mai quello che siamo!
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